I primi 49 secondi della mia canzone preferita del 2009.
I primi 49 secondi della mia canzone preferita del 2009.
(…) negli anni cinquanta del secolo scorso (diciannovesimo) vi erano già uomini e donne che vagabondavano per le strade di Londra cercando di procurarsi da vivere (con imitazioni approssimative dei) suoni afroamericani. Leggi il seguito di questo post »
Brian Eno and Daniel Lanois Remember the Making of U2’s Unforgettable Fire
da Pitchfork
Il concept di questo festival che si è appena svolto a Toronto è “la nozione di cooperazione nel fare musica attuale, in opposizione alla glorificazione del genio individuale”. “In contrast with the stereotype of the solitary composer locked in his attic railing against the ignorant outside world, some of today’s most innovative music is forged out of communities — through co-operation, collaboration and unexpected convergences of mutual interests and ideas”. Se ciò è certamente ottimo e degno di essere lodato e appoggiato, va però anche detto che non da oggi la musica appare un ambito spontaneamente propenso alle pratiche collaborative, molto più, ad esempio, che non le arti visive, o che almeno le modalità collaborative appaiono storicamente prevalenti nei contesti di tipo “extracolto”, ove – diversamente da quanto è in uso nella tradizione classica – non sembra essersi mai attestata una rigida e netta divisione tra la figura del “compositore” e quella dell’”esecutore” (o degli esecutori). Leggi il seguito di questo post »
Da quando Jacko ci ha lasciato, parlarne male è diventato il rituale preferito di tutti quelli divorati dall’ansia di dimostrare che loro ascoltano roba molto più figa, intelligente e impegnata. Popular Music and Society – rivista di studi accademici sulla popular music collegata allo IASPM – ha da poco lanciato un’iniziativa che promette di essere decisamente più interessante. Leggi il seguito di questo post »
Ancora musica dal vivo, ci ho preso gusto.
Conoscete la fantastica, sublime e straordinaria Nellie McKay?
Se non la conoscete, immaginate una figura a metà strada tra Doris Day e Naomi Klein e sarete in qualche modo sulla buona strada… Leggi il seguito di questo post »
Qui c’è l’audio in streaming di un intero concerto in solo di Ran Blake (durata 54′10″), tenuto lo scorso 18 marzo alla WGBH. Il set è costituito da “recompositions”, ovvero rielaborazioni largamente improvvisate di materiali eterogenei tra cui “Bella Ciao” e composizioni di Brahms, Gunther Schuller, Abbey Lincoln, Stevie Wonder, Burt Bacharch, Al Green e Ray Charles, oltre che omaggi a Mahalia Jackson, Nat King Cole, Hank Williams, Billie Holiday e gli Obama (mr. and mrs.).
Qui invece c’è un’audio intervista dedicata all’album “Film Noir”.
L’edizione 2009 del Vancouver New Music Festival, dal titolo “Copyright/Copyleft”, è dedicata ai rapporti tra diritti d’autore e di proprietà intellettuale, nuove tecnologie e ricerca artistica.
Il programma prevede una nutrita presenza di artisti le cui pratiche e poetiche sono fortemente in tema, come John Oswald (teorico e sperimentatore della plunderphonia), People Like Us, Scanner, David Shea, Mark Hosler dei Negativland e Chris Cutler.
Sul sito del festival è inoltre disponibile un documento di approfondimento teorico intitolato “Copyright, left, right, left: Being in step with Economics and Technology”, che qui potete scaricare come pdf. Magari potrebbe essere interessante leggerlo – al momento non l’ho ancora fatto – e poi discuterne qui sul blog.
Articolo su Han Bennink
da www.miamiherald.com
Recensione di un concerto dei Vakki Plakkula
da All About Jazz
Kevin Ayers and The Whole World su You Tube
via wyattandstuff.blogspot.com – segnalazione originale qui
Breve estratto video dalle prove degli ensemble Okeanos e [rout]
informazioni qui
www.soundandmusic.org ha iniziato un ciclo di brevi interviste a strumentisti sul tema delle esperienze e dei problemi legati all’eseguire musica contemporanea
questa è la prima
Intervista a Wu Ming 1 a proposito del “New Italian Epic”
da www.affaritaliani.it
In questo post sul suo blog, Luca Sofri ci avverte che rispetto alle primarie del PD il problema dei problemi è che il potenziale televisivo e spettacolare della competizione tra i candidati non viene sfruttato abbastanza. Non fa un po’ cadere le braccia?
Commenti Recenti