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Archivio per la categoria ‘politica’

Fenomeni da baraccone

Su Facebook ci si stupisce del fatto che Travaglio adesso faccia spettacoli al teatro Olimpico, “anche lui adesso è un fenomeno da baraccone” come se quello che fa fuori dai palchi fosse qualcosa di diverso da un imbonimento da piazza… Ma insomma, quanto ci si vuole mettere a capire che i Travaglio, i Grillo e [...]

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Jazz and the White Critic

“The fact that an oppressor nation could judge the creations of the people they oppress is not strange but “natural” in the context of the relationship between ruler and ruled. Just as the slave was part of the “Means of Production” (and, when feudal slavery changed to capitalist slavery, variable capital), so whatever was produced [...]

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Qui c’è un articolo che sarebbe il caso di leggere. http://www.metamute.org/content/no_more_poodles_dumitrescu_avram_rebirth_of_avant_garde Probabilmente nessuno, tra gli appassionati di musica, i critici e i musicisti che leggono questo blog lo farà, dato che si tratta di un articolo mediamente denso e per di più scritto in inglese che – a partire da una disamina sintetica del lavoro [...]

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Missing

Il pluralismo è stato lasciato in mano a post-modernisti e libertari (ossia a gente che ha perseguito con successo l’obbiettivo di smantellare qualsiasi prospettiva materialistica e di classe). Il mercato è stato lasciato in mano a liberisti e ad apologeti dei consumi “sovversivi” (ossia a gente che fa giocare il mercato contro lo stato e [...]

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Continuiamo a ragionare a partire da qui (link). Henry Cow, ovvero la controcultura artistica presa sul serio. Qui in definitiva abbiamo uno sviluppo in ogni suo aspetto consequenziale dell’idea che espandere l’area della coscienza (intento che in HC perde l’originaria connotazione meramente sensoriale o “psichedelica” per diventare programma di assimilazione coerente degli apporti di di [...]

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Della coerenza

Nel 1978 facevo parte di un gruppo chiamato Henry Cow. Quello era il nostro decimo anno. Nel corso del nostro lavoro insieme ci eravamo dovuti porre molte domande su quello che facevamo e sul perché lo facevamo.

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Riassumo qui le osservazioni di Alfonso Berardinelli contenute in un saggio che pur essendo stato scritto ventiquattro anni fa non ha perso nulla della sua attualità (“La nuova piccola borghesia e il suo stile”, in A. Berardinelli, “L’esteta e il politico”, Einaudi 1986):

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Il nuovo teatro che quarant’anni fa si era autoconvocato a Ivrea affermava che il teatro doveva poter arrivare “alla contestazione assoluta e globale”. Ma d’altra parte rifiutava qualunque marginalità e diceva di non voler rimanere escluso dalle “organizzazioni di pubblico” alle quali riteneva di “avere diritto”. I firmatari di quel manifesto erano dei rivoluzionari nel [...]

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Hanno un bel dire Heath & Potter (che godono della mia massima stima), che la controcultura è una futile e dannosa forma di pseudo-ribellione estetica (sostanzialmente è quello che scrivono qui), mentre la politica è ricerca di soluzioni razionali per problemi concreti.

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Ionisation e Il piccolo calzolaio

Mia madre ascoltava un 78 giri intitolato “Il piccolo calzolaio”. Tolsi questo disco e muovendo con cura l’interruttore della velocità sul 33 giri (non era mai stato usato prima) alzai il volume al massimo e misi la puntina tuttofare sul primo solco di “Ionisation”.

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